Ancora nessun nome, Tridico si difende in audizione

ancora nessun nome

Ancora nessun nome da parte del Presidente dell’Inps Tridico in audizione oggi alla commissione Lavoro. Da quanto emerge dall’audizione, Tridico difende estenuamente il suo operato e quello dei suoi dirigenti e funzionari. “Respingo al mittente ogni accusa verso di me, i dirigenti e i funzionari di un’azione manipolata. Ho ordinato audit interno sulla fuga di notizie. Quando il direttore di Repubblica mi ha chiamato per avere i nomi non li ho dati”

La Deputata Serracchiani (PD) ha chiesto i nomi ma la risposta di Tridico è stata chiara: “La Serracchiani faccia richiesta formale, la nota del Garante ha bisogno di un approfondimento”

Doveva essere dato il bonus?

Ha spiegato Tridico, che in un momento come quello vissuto in questi mesi occorreva “dare una risposta veloce ai cittadini” questo ha portato a posticipare alcuni controlli. Nel caso specifico va ricordato che i requisiti per ottenere il bonus esistono e tra essi c’era il fatto di “non essere titolari di un trattamento pensionistico ne iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie”. Nei primi periodi del Covid l’esigenza era pagare subito e poi controllare, ma in seguito sono stati avviati i controlli dall’antifrode dell’Inps, come conferma lo stesso Presidente Tridico. Sia gli amministratori locali che i parlamentari sono iscritti ad altre forme previdenziali, questo ha fatto scattare i controlli.

Scandalo ad orologeria?

Alcuni hanno sostenuto che lo scandalo sia stato messo in atto adesso proprio in congiunzione con il referendum per il taglio dei Parlamentari. Anche in questo caso Tridico dice la sua difendendosi: “accuse infondate da rimandare al mittente”. Ha poi informato, durante l’audizione, che è stato avviato un audit interno proprio per capire se le notizie siano uscite proprio dall’istituto.

Anche la direzione di Repubblica conferma, precisando che “la notizia era arrivata al giornale tramite un’altra fonte la cui identità non sarà rivelata in linea con quanto scritto nel codice deontologico dei giornalisti”.

Per sapere, forse, chi ha parlato dovremo aspettare. Come afferma il Presidente dell’Inps, aveva condiviso a fine maggio la notizia con il cda dell’Istituto, per poi approntare le verifiche del caso.

Ancora nessun nome?

Ancora nulla. La nota del Garante della privacy non basta a Tridico: “Abbiamo investito il garante, che ha scritto una nota, che ha bisogno di un approfondimento, che è in corso”

Al momento conosciamo solo tre nomi dei cinque parlamentari nazionali, che si sono denunciati.

Come ho già detto nel precedente articolo in merito, si conoscono già i nomi dei leghisti Andrea Dara ed Elena Murelli, già sospesi. Adesso si aggiunge il nome del membro del M5S, Marco Rizzone. Inizialmente si pensava a Giarrusso, già espulso per fatti precedenti e confluito nel gruppo misto, ma adesso arriva la conferma che chi ha richiesto e ottenuto il Bonus è Marco Rizzone, ancora membro del Movimento. Vito Crimi, capo politico del M5S si era già espresso i merito in precedenza, ha deferito al collegio dei probiviri Rizzone chiedendone “la sospensione immediata e massima severità nella sanzione”

Per quanto riguarda i due membri del parlamento che hanno fatto richiesta ma non sono riusciti ad ottenere il bonus, non si sa ancora nulla.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments