Risale l’indice di contagio in Veneto, Zaia Infuriato

Risale l'indice di contagio in Veneto

Ci risiamo, il senso civico in italia è cosa sconosciuta. Risale l’indice di contagio in Veneto ed il Governatore Luca Zaia è sul piede di guerra. Ha già annunciato una nuova ordinanza restrittiva per “inasprire le regole” in merito alla prevenzione del contagio del Covid.

In merito alla risalita dell’indice del contagio ha poi aggiunto “Continuando di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l’abbiamo già qui. Ai comportamenti irresponsabili di qualcuno, si aggiungono gli altri che abbiamo conosciuto in queste ore”

Il nuovo focolaio di coronavirus sembrerebbe essersi scatenato da un un imprenditore rientrato dalla Bosnia, alzando drasticamente l’indice di contagio da 0.43 a ben 1.63. Dopo tanto lavoro il Veneto sembrava ormai fuori dall’emergenza, ma un solo caso rischia di buttare alle ortiche molto del lavoro fatto fin’ora.

Il nuovo focolaio

L’imprenditore per una intera settimana è normalmente andato a lavoro, ha organizzato feste in casa e partecipato ad un funerale, pur avendo i sintomi del coronavirus. Infine, dopo sette giorni, si è presentato in ospedale e, una volta accertata la positività, ha comunque rifiutato il ricovero. Tutto ciò ha portato a cinque positivi e circa cento persone in isolamento. Così risale l’indice di contagio in Veneto. Come se non fosse abbastanza, una dei cinque positivi si è rifiutata di comunicare i contatti avuti negli ultimi giorni.

L’ira e la proposta shock di Zaia

Il Governatore Luca Zaia chiede a gran voce la possibilità di ricoveri coatti “se uno commette un reato cosi’ grande come l’andare ad infettare delle persone e mettere a rischio la loro vita deve pagare solo una multa di mille euro? Secondo me deve esserci un Tso, non possiamo far decidere al paziente se farsi curare o meno.

Rimane ironica la vicenda che vede Zaia richiedere, più che giustamente, i ricoveri coatti ed il suo leader di partito, Matteo Salvini, che continua a fare assembramenti a suon di comizi e urla per far tornare alla normale libertà i cittadini.

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