Via i Benetton, le Autostrade tornano pubbliche

Via i Benetton

Via i Benetton quindi, dopo una notte infuocata arriva la proposta transattiva definitiva. Da un parte il Premier Conte ed il M5S che propendevano per la revoca, dall’altra Italia Viva, totalmente contraria. Il PD avrebbe voluto evitarla se fosse stato possibile, ma per quasi tutta la nottata la revoca sembrava inevitabile, il Presidente del consiglio era irremovibile, o i Benetton accoglievano tutte le richieste dello Stato oppure la revoca sarebbe stata l’unica soluzione.

I Benetton ci hanno provato

Durante un CdM al cardiopalmo Gualtieri porta l’ennesima proposta dei Benetton per scongiurare la revoca, ma non fa breccia e inizia da questo momento una negoziazione intensa e dura con Aspi che proporrà altre 4 proposte durante la notte.

Conte e i 5 stelle però non riescono a mandare giù l’assetto finanziario, l’uscita graduale proposta è insufficiente e troppo lenta, il M5S vuole mandare via i Benetton al più presto. Da qui iniziano le tensioni in seno al PD e tra tutte le forze di maggioranza, una su tutte l’irritazione di Italia Viva, anche se quelli più irremovibili rimangono i membri del M5S.

Conte, come forse mai si era visto tra i premier, aveva recentemente usato parole forti e nette riguardo il dossier Autostrade durante l’intervista al fatto quotidiano, e non arretra di un centimetro. “O Aspi accetta le condizioni che il governo le ha già sottoposto o ci sarà la revoca”

Ma, in sostanza, di che richieste si parlava?

Essenzialmente Conte aveva richiesto:

  • Il Taglio sulle tariffe autostradali.
  • La modifica dell’articolo 35 del decreto Milleproroghe, riducendo di fatto l’assurdo indennizzo per aspi da 23 a 7 miliardi in caso di revoca.
  • Misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per un importo totale di 3,4 miliardi di euro per il crollo del ponte sul Polcevera.
  • Rafforzamento dei controlli a carico del concessionario.
  • Aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario.
  • Rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi sulle delibere dell’ART e i ricorsi per contestare la legittimità dell’articolo 35 del decreto Milleproroghe.

Probabilmente è l’ultimo punto ad essere uno dei più fondamentale e che avrebbe denotato la resa incondizionata dei Benetton.

La resa, Via i Benetton

Si arriva all’alba, l’ultima lettera dei Benetton segna la resa. “Accoglie tutte le richieste del governo”. In questo modo evitano la vera e propria revoca, evitando la catastrofe, come avevamo accennato in un articolo precedente. Il Governo non revoca la concessione, ma di fatto manda via i Benetton.

L’accordo Finale

Il Governo si vede accolte tutte le richieste, oltre quelle sopradescritte, anche quelle inerenti l’assetto societario.

Atlantia S.p.a. e Aspi si impegnano a garantire l’immediato passaggio del controllo di Aspi ad un soggetto a partecipazione statale (in questo caso Cassa depositi e prestiti) attraverso un aumento di capitale che deterrà il 51% delle azioni. Aspi uscirà dalla sfera di controllo di Atlantia S.p.a.

in questo modo i benetton si ritroveranno sotto la soglia azionaria del 12/10% non entrando più nel Consiglio di amministrazione.

L’Opposizione

Giocando un pò sulla ostinazione del M5S che fino ad oggi batteva i piedi sempre e solo sulla revoca, Salvini ha dichiarato “Nessuna revoca, tanti altri soldi pubblici spesi e, anche oggi, cantieri fermi e le solite code, in Liguria e in mezza Italia. Incapaci o complici”

Anche Giorgia Meloni critica sull’accordo “Su Autostrade è finita a tarallucci e vino, con un percorso solo immaginato e ancora tutto da fare, da qui a un anno è facile che il governo non sia nemmeno più lo stesso e con il Pd a controllare il ministero dei Trasporti, i Benetton possono dormire su due guanciali. Il contratto capestro stipulato a fine anni ‘90 rimane tale, sulle infrastrutture strategiche continuano a banchettare le oligarchie di casa nostra e gli stranieri. In pratica, hanno evitato la revoca ad Autostrade, «con il favore delle tenebre»”

In questo caso non si capisce bene come, anche nel caso di una revoca di fatto, sia possibile fare tutto in qualche giorno, come vorrebbe il Leader di Fratelli d’italia. Da quello che sappiamo il Cdm ha dato mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che portera all’uscita progressiva dei Benetton da Autostrade. Per quanto riguarda il contratto capestro stipulato negli anni ’90 di cui parla Giorgia Meloni si riferisci al Governo Prodi che estese il contratto con Aspi. Per dovere di cronaca però è giusto sottolineare che l’estensione della concessione prevedeva ed era vincolata a rigorose verifiche periodiche, tolte poi con la legge del 2008, a firma e votazione del centro destra, tra cui proprio Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Una vittoria per tutti, meno per i Benetton

La maggioranza alla fine trova la quadra, chi non voleva la revoca ha vinto, ma chi la voleva non ha vinto nella forma ma nella sostanza, adesso i benetton non detengono più autostrade, e l’articolo 35, scempio del milleproroghe verrà modificato, evitando problemi futuri. Per essere chiari, l’Italia non sta dando 7 miliardi ad Aspi, perchè non c’è stata revoca, ma li ha comunque estromessi.

Inoltre Il Premier Conte si sofferma ancora una volta sulla revoca “Se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca”

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